Assicurazione volontari terzo settore: la guida per un impegno che lascia il segno

La guida completa sull'assicurazione volontari terzo settore. Scopri obblighi di legge, coperture e come proteggere il tuo ente e i tuoi volontari.

16 min di lettura

Dedicare il proprio tempo agli altri è un gesto che accende una scintilla. Ma per trasformare quella scintilla in un fuoco capace di riscaldare e illuminare, serve una base solida: l'assicurazione per i volontari del Terzo Settore.

Non è un semplice foglio di carta, ma un vero e proprio patto di fiducia. È la promessa che permette a te, volontario, di agire con il cuore leggero e alle associazioni di concentrarsi sulla loro missione, senza la paura degli imprevisti. Una garanzia che trasforma la passione in un'azione sicura, responsabile e davvero efficace.

L'assicurazione per volontari: perché è un pilastro irrinunciabile

Immagina di costruire la casa dei tuoi sogni. La prima cosa che fai è gettare fondamenta robuste, perché sai che senza di esse tutto crollerebbe al primo scossone. Ecco, l'assicurazione per i volontari del Terzo Settore è proprio questo: la base sicura su cui poggia ogni progetto sociale.

Questa protezione, obbligatoria per legge, è un abbraccio che tutela sia te che doni il tuo tempo, sia le organizzazioni che ti accolgono. Ti permette di agire sapendo di essere al sicuro, lasciando che la tua unica preoccupazione sia fare la differenza. Se senti la chiamata a impegnarti per gli altri, ricorda che la sicurezza è il primo passo per vivere un'esperienza che ti riempie il cuore. Scopri perché fare volontariato può cambiarti la vita.


Un gruppo eterogeneo di persone sotto un ombrello, con uno scudo e cuori, simbolo di protezione e sicurezza.

L'impatto della Riforma del Terzo Settore sulla sicurezza

L'obbligo di assicurazione è uno dei cuori pulsanti della Riforma del Terzo Settore, nata per portare più tutele e trasparenza in un mondo fatto di passione e impegno. All'inizio, la necessità di registrare e assicurare ogni singolo volontario ha creato un po' di confusione, facendo sembrare che i numeri fossero in calo.

In realtà, era solo l'inizio di una nuova era. I dati più recenti parlano chiaro: nel 2024, i volontari attivi nelle associazioni sono saliti all'8,4% della popolazione, con un balzo in avanti di ben 311.000 persone rispetto all'anno precedente. Questa è la prova della grande forza e della capacità di adattamento di chi crede nel potere del dono.

L'assicurazione non è un costo, ma un investimento. Un investimento nella sicurezza delle persone e nella continuità di una missione in cui credi.

Per capire in modo semplice cosa dice la legge, abbiamo preparato una tabella che ti mostra le garanzie che non possono mai mancare in una polizza per volontari.

Le 3 coperture fondamentali per ogni volontario

Ecco una sintesi chiara delle protezioni indispensabili per chiunque operi nel Terzo Settore. Un modo semplice per capire a colpo d'occhio cosa prevede la legge.

Tipo di Copertura

Cosa Protegge

Perché è Essenziale

Infortuni

Ti protegge da incidenti che possono avvenire durante l'attività. Copre le spese mediche, l'invalidità permanente e, nei casi più gravi, il decesso.

Ti garantisce un aiuto economico fondamentale in caso di imprevisti, permettendoti di pensare solo a rimetterti in forma, senza altre preoccupazioni.

Malattia

Ti copre per le malattie contratte a causa diretta dell'attività di volontariato, assicurandoti l'accesso alle cure e un sostegno durante il recupero.

È una tutela cruciale, soprattutto se operi in contesti sanitari, ambientali o a stretto contatto con persone fragili.

Responsabilità Civile (RCT)

Protegge te (e di conseguenza l'associazione) dai danni che potresti causare involontariamente a terzi, persone o cose, durante lo svolgimento delle attività.

Ti difende da richieste di risarcimento che potrebbero avere conseguenze economiche pesanti, mettendo a rischio sia te che l'intera organizzazione.

Avere queste tre coperture attive significa costruire un ambiente di volontariato non solo generoso, ma anche protetto e professionale, dove puoi dare il meglio di te.

Gli obblighi di legge per gli enti del terzo settore

Navigare tra leggi e decreti può sembrare complicato, ma la Riforma del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) ha tracciato una rotta chiara. Ha definito un percorso preciso per assicurare che ogni organizzazione operi in modo serio e trasparente, proteggendo sia chi dona il proprio tempo, sia l'ente stesso.

Rispettare queste regole non è solo un dovere, ma un modo per dare ancora più valore alla propria missione. È come ottenere un sigillo di qualità per la tua associazione: dimostra a tutti – volontari, sostenitori e istituzioni – che dietro al vostro impegno c'è una struttura solida e responsabile.

Iscrizione al RUNTS e tenuta del registro dei volontari

Il primo, fondamentale passo è l'iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Non è una semplice formalità, ma il biglietto da visita che certifica la tua realtà come Ente del Terzo Settore (ETS), dandoti accesso a importanti vantaggi e a una maggiore credibilità.

Subito dopo, c'è un altro compito che non puoi trascurare: la tenuta del registro dei volontari. Questo documento è molto più di un semplice elenco di nomi.

  • Va tenuto sempre aggiornato con i dati di chiunque collabori, anche solo per un'ora.

  • È la prova fondamentale per l'assicurazione: solo chi è iscritto nel registro risulta ufficialmente coperto dalle polizze.

  • Ha valore legale e dimostra che il rapporto è di volontariato, mettendo al riparo sia l'ente che la persona da possibili problemi.

Tenere in ordine questo registro è un piccolo gesto di grande cura, un segno di rispetto verso le persone che sono il cuore pulsante della tua organizzazione. Se stai ancora definendo la struttura della tua realtà, il nostro articolo sulle organizzazioni no profit può darti qualche spunto utile.

L'obbligo di assicurazione volontari terzo settore

Una volta iscritti nel registro, tutti i volontari, senza nessuna eccezione, devono essere protetti da un'adeguata assicurazione volontari terzo settore. Su questo punto, l'articolo 18 del Codice del Terzo Settore è chiarissimo.

La legge stabilisce che ogni volontario sia assicurato contro gli infortuni e le malattie che possono derivare dall'attività svolta, ma anche per la responsabilità civile verso terzi. L'ente ha quindi il dovere di attivare polizze che coprano questi tre rischi.

Questo obbligo scatta dal primo momento in cui una persona inizia a operare per l'associazione, anche se è un volontario occasionale. Sottovalutare questo aspetto non è un'opzione, perché le conseguenze, come vedremo, possono essere davvero pesanti.

Cosa succede se non si rispettano le regole

Le sanzioni previste dalla legge non sono fatte per spaventare, ma per responsabilizzare. Un'organizzazione che non assicura i suoi volontari si espone a rischi concreti che possono compromettere il suo futuro.

Ecco a cosa si va incontro:

  1. Sanzioni amministrative: Gli uffici del RUNTS effettuano controlli e possono applicare multe significative.

  2. Responsabilità civile e penale: Se un volontario non assicurato si fa male, il rappresentante legale dell'associazione rischia di dover rispondere personalmente del danno, sia economicamente (pagando di tasca propria) sia penalmente.

  3. Cancellazione dal RUNTS: Irregolarità gravi e ripetute possono portare alla cancellazione dal registro, con la perdita di tutti i benefici per gli ETS.

Mettersi in regola, quindi, non è solo un obbligo, ma un atto di protezione fondamentale. Garantire l'assicurazione ai volontari del Terzo Settore significa blindare il futuro della propria organizzazione e custodire il lavoro prezioso di chi, ogni giorno, la fa vivere.

Bene, abbiamo chiarito gli obblighi. Ora viene il bello: come si passa dalla teoria alla pratica? Scegliere l'assicurazione per i volontari del Terzo Settore non è una semplice casella da spuntare. È una scelta che protegge le persone, le attività e la missione stessa della tua associazione.

Il mercato assicurativo può sembrare un labirinto, ma con una mappa chiara diventa un percorso semplice. L'obiettivo non è solo essere in regola, ma trovare una soluzione che si adatti perfettamente alle attività della tua organizzazione, trasformando un obbligo in una vera e propria rete di sicurezza.

Prima di tuffarci nei dettagli, questo schema riassume il percorso che ogni ETS deve seguire per gestire correttamente volontari e assicurazioni.


Diagramma di flusso decisionale sugli obblighi per gli Enti del Terzo Settore (ETS) relativi a volontari, registro e assicurazione.

Come vedi, per chiunque si avvalga di volontari, l'iscrizione nel registro e la stipula di una polizza non sono opzioni. Sono passaggi obbligati e strettamente collegati tra loro.

Dalle coperture base alle garanzie che fanno la differenza

Il punto di partenza è il pacchetto base imposto dalla legge: infortuni, malattia e responsabilità civile verso terzi (RCT). Ma fermarsi qui, in molti casi, significa avere una protezione solo parziale.

Riflettici un attimo: ogni associazione ha rischi specifici. Organizzare una festa di paese non è come gestire un doposcuola o trasportare persone fragili con i mezzi dell'ente.

È qui che entrano in gioco le garanzie aggiuntive, quelle che possono davvero fare la differenza:

  • Tutela legale: Copre le spese per avvocati e perizie in caso di problemi legali. Avere un volontario o l'ente stesso sotto accusa può essere un'esperienza difficile; questa garanzia ti assicura di poterti difendere al meglio.

  • Rimborso spese mediche: Attenzione, non è un doppione della polizza infortuni. Questa garanzia copre costi come fisioterapia, visite specialistiche o ausili medici, che spesso non rientrano nella copertura base.

  • Copertura Kasko sui veicoli: Se usate un furgone o un'auto dell'associazione, questa garanzia è preziosissima. Copre i danni al vostro veicolo, a prescindere di chi sia la colpa dell'incidente.

Scegliere le garanzie giuste richiede un'analisi onesta e chiara delle attività che svolgete. È un esercizio di responsabilità che protegge non solo i volontari, ma la continuità stessa del vostro progetto.

Leggere tra le righe di un contratto di assicurazione

Una volta definite le coperture che ti servono, devi imparare a "leggere" una polizza. Non lasciarti spaventare dal linguaggio tecnico. Ci sono tre elementi chiave su cui devi concentrare la tua attenzione, perché determinano quanto la tua polizza sia davvero efficace.

1. I massimali Il massimale è la cifra massima che la compagnia pagherà in caso di incidente. Un massimale basso sulla Responsabilità Civile può sembrare un modo per risparmiare, ma se succede qualcosa di grave, potrebbe non bastare. A quel punto, la differenza la paga l'associazione. Valuta bene: un evento pubblico con centinaia di persone richiede un massimale ben diverso da una piccola attività d'ufficio.

2. Le franchigie e gli scoperti La franchigia è quella cifra fissa che, in caso di danno, resta sempre a carico vostro. Lo scoperto è una percentuale del danno che l'assicurazione non rimborsa. Una polizza con una franchigia molto alta costa meno, certo. Ma se avete piccoli danni frequenti, finirete per pagare di tasca vostra ogni volta. Il risparmio iniziale si trasforma presto in un costo.

3. Le clausole di esclusione Questa è la parte più delicata del contratto. Qui c'è scritto tutto ciò che la polizza non copre. Un esempio classico? Danni provocati da un volontario che usa un'attrezzatura particolare senza aver ricevuto la formazione adeguata. È fondamentale leggere queste clausole con la massima attenzione per non avere brutte sorprese proprio quando hai più bisogno di aiuto.

Personalizzare una polizza significa costruire un vestito su misura per la tua realtà. Se lavori con i minori, controlla che la polizza lo preveda. Se i tuoi volontari vanno all'estero, servono garanzie specifiche, un argomento così importante da meritare un capitolo a sé. Per un assaggio, puoi leggere la nostra guida su come scegliere l'organizzazione giusta per il volontariato all'estero.

Come funziona l'assicurazione per il volontariato all'estero

Partire per una missione di volontariato fuori dall’Italia è un'avventura incredibile, ma bisogna essere onesti: un imprevisto in un Paese straniero può trasformarsi in un attimo in un problema serio e molto costoso. Le tutele di base previste dalla legge italiana, pensate per il nostro Paese, spesso non bastano una volta superati i confini.

Proprio per questo, un'assicurazione per volontari del Terzo Settore specifica per l'estero non è un semplice extra, ma la tua più grande alleata. È una rete di sicurezza che ti permette di partire con la mente libera, per concentrarti solo su ciò che conta davvero: la tua missione.


Un volontario con zaino, globo, aereo e kit medici, pronto per l'assistenza umanitaria internazionale.

Oltre la polizza base: le garanzie essenziali per l'estero

Uno degli errori più comuni è pensare che la classica assicurazione obbligatoria per infortuni e malattia basti anche per un'esperienza internazionale. Non è così. A migliaia di chilometri da casa, i rischi aumentano e serve una polizza integrativa pensata apposta per i volontari in viaggio.

Vediamo insieme quali sono le coperture che non dovrebbero mai mancare:

  • Assistenza sanitaria h24: Immagina di sentirti male in un Paese dove non parli la lingua e il sistema sanitario ti è sconosciuto. Avere accesso a una centrale operativa, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che ti indirizza all'ospedale giusto e ti aiuta con la burocrazia, fa tutta la differenza del mondo.

  • Pagamento diretto delle spese mediche: In molti Paesi, le cure mediche per i non residenti hanno costi altissimi e vanno pagate subito. Una buona polizza copre direttamente le spese, evitandoti di dover anticipare somme che potrebbero essere molto grandi.

  • Rimpatrio sanitario: Questa è, senza dubbio, la garanzia più importante. Se un infortunio o una malattia grave richiedono un rientro in Italia con un volo sanitario, i costi possono raggiungere decine di migliaia di euro. Con la giusta copertura, un potenziale incubo diventa un problema gestibile.

Partire per una missione all'estero senza un'adeguata copertura sanitaria è come navigare in mare aperto senza giubbotto di salvataggio. Non è un rischio che vale la pena correre.

Gestire gli imprevisti di viaggio

L'esperienza di un volontario non si limita alle ore dedicate al progetto. Le sfide possono presentarsi anche durante gli spostamenti o nella vita di tutti i giorni. Una polizza completa lo sa bene e include protezioni che vanno oltre l'aspetto puramente medico.

Cosa succede, ad esempio, se la compagnia aerea smarrisce il tuo bagaglio? O se un volo viene cancellato, facendoti perdere la coincidenza per raggiungere la tua destinazione? Una buona assicurazione interviene proprio in questi casi.

Ecco alcuni esempi pratici che una polizza viaggio per volontari ti aiuta a gestire:

  • Smarrimento del bagaglio: La compagnia aerea ha perso la valigia con dentro i tuoi vestiti e il materiale per il progetto. L'assicurazione ti rimborsa le spese per acquistare i beni di prima necessità.

  • Cancellazione del volo: Il tuo aereo viene cancellato all'ultimo per uno sciopero. La polizza ti aiuta a trovare un volo alternativo e copre i costi extra per l'hotel o i nuovi biglietti.

  • Responsabilità civile all'estero: Durante il tuo tempo libero, urti per sbaglio uno scaffale in un negozio. La garanzia RC, se estesa all'estero, ti protegge da eventuali richieste di risarcimento.

Avere queste coperture significa viaggiare più leggeri, con la consapevolezza che anche gli ostacoli più banali hanno una soluzione. Per approfondire come prepararti al meglio, puoi consultare la nostra guida completa sul volontariato all'estero.

La tranquillità di un partner affidabile

Scegliere un'organizzazione come A Casa Loro, che include nei suoi pacchetti una polizza assicurativa completa e specifica per il volontariato internazionale, fa un'enorme differenza. Significa affidarsi a chi ha già pensato a tutti questi dettagli per te, selezionando le garanzie più adatte in base alle destinazioni e alle attività.

In questo modo, puoi partire sapendo che, qualunque cosa accada, c'è un team di esperti pronto a darti supporto. La tua unica preoccupazione sarà dare il massimo e vivere un'esperienza che ti cambierà la vita. La sicurezza, in fondo, è il primo passo per costruire un impatto davvero positivo.

Dalla teoria alla pratica: la checklist per associazioni e volontari

Quando si parla di assicurazione, il rischio è perdersi tra clausole e burocrazia. Ma la sicurezza non è un'idea astratta, è un'azione concreta. Perché tutto fili liscio, sia le associazioni che i volontari devono sapere esattamente cosa fare e cosa controllare.

L'assicurazione per i volontari del Terzo Settore non è solo un documento da archiviare, ma un patto di fiducia. Per questo abbiamo preparato due guide pratiche, una per l'ente e una per chi dona il proprio tempo. Pensa a queste liste come a un dialogo per costruire insieme una solida cultura della sicurezza.

Cosa deve fare l'associazione: la guida pratica

Per un Ente del Terzo Settore, proteggere i propri volontari è il primo, vero atto di riconoscenza. Questa checklist ti aiuta a verificare di aver messo in piedi una struttura di protezione solida e a prova di imprevisti.

  • Iscrizione al RUNTS: Sembra banale, ma è il punto di partenza. Controlla che il tuo ente sia regolarmente iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Senza questo passaggio, tutti gli obblighi, assicurazione inclusa, diventano un problema.

  • Il Registro dei Volontari, sempre aggiornato: Tieni un registro preciso con i dati di tutti, anche di chi collabora solo per poche ore. Ricorda questo principio: per la legge, solo chi è iscritto nel registro è un volontario. E solo chi è un volontario è coperto dall'assicurazione.

  • Controllo delle polizze obbligatorie: La tua polizza deve sempre coprire i tre pilastri: infortuni, malattia e responsabilità civile verso terzi (RCT). Assicurati che i massimali siano adeguati alle attività che organizzate.

  • Le garanzie extra, quando servono: Le vostre attività includono l'uso di furgoni, l'organizzazione di eventi pubblici o l'assistenza a persone fragili? Potrebbero servire tutele specifiche, come una polizza Kasko per i veicoli o una per la tutela legale.

  • Massimali ed esclusioni, i dettagli che contano: Non fermarti al prezzo. La vera qualità di una polizza si vede nei dettagli. Leggi con attenzione le clausole per capire quali sono i massimali, le franchigie e, soprattutto, cosa è escluso. È l'unico modo per non avere brutte sorprese.

  • Archivia tutto, sempre: Conserva con ordine ogni documento: il contratto, il registro dei volontari, le comunicazioni. In caso di controlli o di un incidente, avere tutto a portata di mano fa un'enorme differenza. Se poi il tuo progetto si svolge all'estero, la preparazione è ancora più cruciale, come spieghiamo nella nostra guida prima di partire per un'esperienza di volontariato.

Cosa deve controllare il volontario: i tuoi diritti

Fare volontariato è un atto di generosità, ma non significa rinunciare alla tua sicurezza. Sei un protagonista attivo. Usa questa lista per fare le domande giuste e assicurarti che la tua esperienza sia protetta come merita.

Il mondo del volontariato in Italia sta cambiando. Un'analisi recente ha mostrato un calo dei partecipanti tra il 2013 e il 2023. Il 2024, però, ha segnato una ripresa, con 4.346.000 persone attive, segno che il settore sta trovando nuove energie. In questo contesto, essere un volontario informato è ancora più importante.

Ecco i punti chiave da verificare prima di iniziare:

  1. Chiedi di essere messo a registro: È un tuo diritto e il primo passo per la tua tutela. Domanda senza timore all'associazione: "Il mio nome è stato inserito nel Registro dei Volontari?".

  2. Domanda quali sono le coperture attive: Chiedi di vedere un riassunto delle garanzie. La domanda è semplice e diretta: "Sono coperto per infortuni, malattia e per i danni che potrei causare ad altri?".

  3. Cerca di capire bene cosa copre la polizza: L'assicurazione è valida solo durante le ore di attività o copre anche il tragitto da casa alla sede? Se vai all'estero, ci sono garanzie specifiche come il rimborso delle spese mediche o il rimpatrio?

  4. Informati sulla procedura in caso di incidente: Se succede qualcosa, cosa devi fare? A chi devi comunicarlo? E in quanto tempo? Saperlo prima ti eviterà stress e problemi in un momento già difficile.

  5. Conserva una copia di tutto: Tieni da parte le email scambiate con l'associazione e, se te lo danno, una copia del certificato assicurativo. Potrebbero rivelarsi documenti preziosi.

La sicurezza non è un peso, ma un'alleanza. Quando associazioni e volontari dialogano con trasparenza, l'impegno sociale diventa più forte, sereno e capace di generare un impatto davvero duraturo.

Un impegno sicuro per un impatto che lascia il segno

Se c’è una lezione da portare a casa, è questa: la sicurezza non è un'imbracatura che limita, ma la base solida su cui costruire un impegno sociale sereno ed efficace. Vedere l'assicurazione per i volontari del Terzo Settore come una semplice spesa è un errore. In realtà, è il primo mattone per garantire che ogni sforzo si traduca in un cambiamento concreto.

Una copertura adeguata è ciò che permette a chi dona il proprio tempo di agire con tranquillità, sapendo di avere le spalle coperte. Libera la mente dalle preoccupazioni, così volontari e associazioni possono concentrarsi su ciò che conta davvero: la missione.

La stabilità del settore e il volto del volontario moderno

Il mondo del volontariato in Italia è in continuo movimento. Tra il 2015 e il 2021, una serie di riforme ha portato a un calo del 15,7% nel numero di volontari registrati. Eppure, il settore ha dimostrato una resilienza straordinaria. I dati più recenti parlano chiaro: nel 2023 circa 4,7 milioni di persone hanno scelto di fare volontariato, confermando la vitalità di un mondo che si rinnova. Puoi approfondire i dati Istat sulla crescita dell’impegno leggendo questo articolo su cantiereterzosettore.it.

In questo scenario sta emergendo anche la figura del "volontario ibrido": oltre un milione di persone che affiancano all'impegno in organizzazioni strutturate delle azioni più autonome e informali, rispondendo con agilità ai bisogni del momento.

La vera forza del volontariato nasce dall'incontro tra la passione del singolo e la solidità di un'organizzazione sicura. La polizza è il ponte che unisce questi due mondi, assicurando che ogni goccia di energia si trasformi in un impatto reale e positivo.

Quando valuti un progetto a cui unirti, informati sempre su come viene gestita la sicurezza. Dai la preferenza a quelle realtà che, come A Casa Loro, mettono la protezione al primo posto, non come un obbligo, ma come un valore fondante. Solo in un ambiente protetto il tuo contributo potrà davvero fiorire e generare il massimo valore, senza ombre e senza preoccupazioni, sia in Italia che nel mondo.

Le domande più frequenti sull'assicurazione per i volontari

Quando si parla di assicurazione per i volontari nel Terzo Settore, è normale avere qualche dubbio. Le domande pratiche sono le più comuni e nascono direttamente dall'esperienza sul campo. Ecco perché abbiamo raccolto le più frequenti, con risposte chiare e dirette, pensate per fare luce sia per le associazioni che per chi fa volontariato.

L'assicurazione è obbligatoria anche se faccio volontariato solo per poche ore?

La risposta è semplice e diretta: sì, sempre. La legge non fa alcuna distinzione basata su quante ore dedichi alla causa. Che si tratti di un'ora soltanto o di un impegno continuativo per un anno intero, la copertura assicurativa è un tuo diritto e un dovere per l'ente dal primo istante.

Il Decreto Legislativo 117/2017 non lascia spazio a dubbi. Ogni persona iscritta nel registro dei volontari deve essere tutelata contro infortuni, malattie e per la responsabilità civile verso terzi. È compito dell'associazione attivare e garantire questa protezione fin da subito.

Cosa rischia davvero un'associazione che non assicura i suoi volontari?

Ignorare l'obbligo assicurativo non è una semplice dimenticanza. Per un'associazione e per il suo rappresentante legale, le conseguenze possono essere molto pesanti e mettere a rischio l'esistenza stessa dell'ente.

  • Risarcimenti diretti: Se un volontario non assicurato si fa male, l'associazione è tenuta a risarcire di tasca propria tutti i danni. Un costo che può rivelarsi insostenibile.

  • Sanzioni amministrative: La normativa prevede multe salate per gli enti che non rispettano questo obbligo.

  • Responsabilità penale e civile: Il rappresentante legale può essere chiamato a rispondere in prima persona, con conseguenze che possono arrivare a toccare il suo patrimonio personale.

In poche parole, non assicurare i volontari non è un risparmio, ma una scommessa pericolosa che nessun ente dovrebbe mai fare.

L'assicurazione non è un costo burocratico, ma il più importante gesto di rispetto e cura verso chi dedica il proprio tempo agli altri. Garantisce che la generosità non si trasformi mai in un rischio.

La polizza standard copre anche il tempo libero durante un progetto?

Di norma, no. L'assicurazione obbligatoria per legge è studiata per coprire gli incidenti e le malattie che si verificano strettamente durante lo svolgimento delle attività di volontariato. Spesso include anche il tragitto da e per il luogo del progetto (il cosiddetto infortunio in itinere), ma il tempo libero ne resta quasi sempre escluso.

Questa è una distinzione fondamentale, soprattutto per chi parte per progetti di volontariato all'estero. In questi casi, è importantissimo affiancare alla copertura base una polizza viaggio specifica. Questo tipo di assicurazione estende la protezione, includendo assistenza sanitaria 24 ore su 24, l'eventuale rimpatrio e la copertura per tanti altri imprevisti che possono capitare al di fuori delle ore di servizio.

Il volontario deve pagare per la propria assicurazione?

Assolutamente no. Il costo dell'assicurazione obbligatoria è sempre e solo a carico dell'Ente del Terzo Settore. Il principio su cui si fonda il volontariato è la totale gratuità, e questo vale in entrambe le direzioni: l'associazione non può chiedere al volontario alcun contributo, nemmeno parziale, per le coperture previste dalla legge.

È un concetto che rafforza l'essenza stessa del volontariato: un dono spontaneo, libero da ogni vincolo economico, ma allo stesso tempo protetto e sicuro per chi si mette in gioco per gli altri.


Speriamo che queste risposte abbiano sciolto i tuoi dubbi. La sicurezza è il primo, indispensabile passo per vivere un'esperienza di volontariato serena, costruttiva e indimenticabile. Se sogni di trasformare il tuo prossimo viaggio in un'azione concreta, scopri come A Casa Loro può aiutarti a partire con la giusta preparazione e protezione.

Visita acasaloro.com per trovare il progetto di volontariato che fa per te.

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