Borse di studio Erasmus: la guida completa

Guida completa alle borse di studio Erasmus: scopri requisiti, importi, come fare domanda e consigli pratici per studiare o fare un tirocinio all'estero.

15 min di lettura

Stai probabilmente in uno di questi momenti. Hai visto il bando del tuo ateneo, hai sentito amici parlare dell’Erasmus con occhi accesi, oppure hai un file aperto sul computer con il titolo “mobilità internazionale” e una sensazione precisa nello stomaco: entusiasmo misto a confusione.

È normale. Le borse di studio erasmus sembrano semplici da lontano e complicate da vicino. Sulla carta promettono lezioni all’estero, nuove amicizie, una lingua vissuta davvero, crediti da portare a casa. Nella pratica trovi sigle, requisiti, moduli, scadenze, ISEE, Learning Agreement, firme.

La buona notizia è che l’Erasmus non è un labirinto riservato a chi ha già capito tutto. È un percorso che si impara passo dopo passo. E quando lo capisci bene, smette di essere solo una pratica amministrativa e diventa una scelta di crescita. Non solo accademica, ma umana. Ti insegna a cavartela, a leggere contesti nuovi, a fare domande giuste, a stare nel mondo con più fiducia.

Questa guida nasce proprio per questo. Per aiutarti a capire cosa sono davvero le borse di studio Erasmus, come si scelgono, come si richiedono e come si possono usare al meglio. Senza linguaggio inutile. Senza allarmismi. Con lo sguardo di chi ci è passato e sa che dietro ogni modulo c’è un’opportunità concreta.

Parti per l'Erasmus: Un'Avventura che Trasforma la Vita

Ci sono esperienze universitarie che riempiono il libretto. L’Erasmus riempie anche la persona. Ti cambia il modo di studiare, di organizzarti, di parlare con gli altri, perfino il modo in cui guardi casa tua quando rientri.


Un gruppo di studenti felici osserva il panorama con la Torre Eiffel e il Colosseo dalla finestra.

Per molti studenti il primo ostacolo non è partire. È credere che sia davvero possibile. Eppure i dati mostrano che l’esperienza è ormai parte concreta del percorso universitario. Nel 2024 l’Italia si è confermata come seconda destinazione europea per i flussi Erasmus+ e, allo stesso tempo, resta un grande paese di partenza. Inoltre, l’88% degli studenti italiani ha ricevuto pieno riconoscimento delle attività svolte all’estero, mentre la quota di chi dichiara di essere partito grazie al sostegno economico della borsa è salita al 48,4% nel 2020, come riporta il rapporto annuale Erasmus+ 2024 della Commissione europea pubblicato da Erasmus+ Italia.

Perché l’Erasmus pesa così tanto

Non si tratta solo di frequentare corsi in un’altra università. Si tratta di imparare a vivere in un contesto nuovo senza perdere la direzione del proprio percorso.

Molti studenti scoprono durante l’Erasmus che sanno adattarsi meglio di quanto pensassero. Altri capiscono che vogliono lavorare in un ambiente internazionale. Altri ancora trovano un tema di tesi, un’idea per il futuro o semplicemente più coraggio.

L’Erasmus funziona quando smette di essere un sogno vago e diventa un progetto concreto, con date, documenti e obiettivi chiari.

Se stai cercando una visione più ampia delle possibilità aperte da un periodo fuori dall’Italia, può esserti utile leggere anche queste esperienze all’estero per studenti universitari, così da capire dove può portarti questa scelta oltre il singolo semestre.

Dove nasce la confusione

La confusione inizia quasi sempre da tre punti:

  • Le sigle: Erasmus+ per studio, traineeship, accordi bilaterali, ECTS.

  • Le regole del tuo ateneo: ogni università pubblica bandi, criteri e tempistiche proprie.

  • I soldi: molti non capiscono subito quanto copra la borsa e come si calcoli davvero.

La soluzione non è sapere tutto in partenza. La soluzione è ordinare le informazioni. Prima capisci quale esperienza vuoi fare. Poi verifichi i requisiti. Poi calcoli il sostegno economico. Solo dopo compili la candidatura.

Quando fai così, la burocrazia smette di schiacciarti e inizia a lavorare per te.

Quale Borsa Erasmus Fa per Te? Tipologie a Confronto

Non esiste un solo Erasmus. Esistono esperienze diverse, con obiettivi diversi. Scegliere bene all’inizio ti evita candidature confuse e aspettative sbagliate.

Erasmus per studio

È la formula più conosciuta. Parti per frequentare corsi in un’università partner, sostieni esami o lavori a un progetto accademico, poi chiedi il riconoscimento dei crediti al rientro.

Questa opzione è adatta se vuoi:

  • Portare avanti il piano di studi in modo coerente con il tuo corso di laurea

  • Migliorare una lingua in un contesto quotidiano e universitario

  • Conoscere un altro metodo didattico, con lezioni, seminari e valutazioni diverse da quelle italiane

È la scelta giusta per chi vede l’estero come parte integrante del proprio percorso accademico, non come pausa dal percorso.

Erasmus per tirocinio

Qui il centro non è l’aula, ma l’esperienza pratica. Puoi svolgere un tirocinio in azienda, in un’associazione, in un laboratorio o in un’organizzazione ospitante all’estero.

Ha un taglio più professionale. Ti mette davanti a ritmi, responsabilità e strumenti reali di lavoro. Per alcuni studenti è più utile dello studio tradizionale, soprattutto se il loro obiettivo è entrare nel mercato del lavoro con competenze già allenate. Se vuoi capire meglio come si costruisce un percorso di questo tipo, trovi spunti pratici in questa guida sul tirocinio all’estero.

Regola pratica: scegli il tirocinio se vuoi tornare con esempi concreti da raccontare nel CV, nei colloqui e nelle candidature future.

Erasmus Mundus

È la strada più adatta a chi punta a un’esperienza accademica internazionale di alto profilo, spesso legata a corsi di laurea magistrale congiunti tra più università.

Non è la formula che la maggior parte degli studenti incontra per prima. Richiede una ricerca più mirata, una forte coerenza con i propri obiettivi e una candidatura spesso più selettiva. Però può essere molto interessante per chi ha già le idee chiare su un ambito specialistico.

Come scegliere senza sbagliare

Per decidere, non partire dalla domanda “qual è il bando più famoso?”. Parti da queste tre domande:

Domanda

Se rispondi così

Formula più adatta

Vuoi sostenere esami all’estero?

Sì, il mio obiettivo è accademico

Erasmus per studio

Vuoi fare esperienza pratica?

Sì, voglio lavorare su attività concrete

Erasmus per tirocinio

Vuoi un percorso internazionale strutturato e specialistico?

Sì, soprattutto per la magistrale

Erasmus Mundus

Un criterio che aiuta davvero

Pensa al risultato finale che vuoi portare a casa.

Se vuoi dire “ho studiato in una facoltà straniera e mi sono fatto riconoscere gli esami”, la scelta è chiara. Se vuoi dire “ho lavorato in un team internazionale e ho imparato strumenti utili per il mio settore”, il traineeship parla la tua lingua. Se invece vuoi costruire una traiettoria accademica più internazionale e selettiva, Mundus merita attenzione.

La borsa giusta non è quella più prestigiosa in astratto. È quella più coerente con la persona che stai diventando.

I Requisiti per la Candidatura Erasmus

Molti studenti si bloccano qui perché pensano di non essere “abbastanza pronti”. In realtà, i requisiti servono soprattutto a verificare che tu possa vivere bene l’esperienza e portarla a termine con serietà.


Un giovane studente sorridente tiene in mano un modulo di candidatura Erasmus con matita, libro, globo e calendario.

La checklist di base

Ogni ateneo ha il suo bando, ma di solito troverai questi elementi:

  • Iscrizione regolare all’università: devi essere iscritto a un corso compatibile con la mobilità prevista.

  • Requisiti accademici: alcuni bandi considerano media, crediti già acquisiti o progressione negli studi.

  • Competenze linguistiche: può essere richiesta una certificazione oppure un test interno dell’ateneo.

  • Documentazione amministrativa: domanda, piano di studi, eventuali allegati richiesti dalla sede.

Il punto importante è questo: non dare per scontato che le regole siano uguali ovunque. Controlla sempre il bando del tuo ateneo e la pagina dell’ufficio relazioni internazionali.

Dove gli studenti si confondono più spesso

Il dubbio più frequente riguarda la lingua. Molti pensano che serva già un livello altissimo. Spesso non è così. Serve piuttosto dimostrare che potrai seguire corsi, comunicare e affrontare la vita quotidiana nella lingua richiesta o in inglese, secondo quanto previsto dall’università di destinazione.

Un altro punto delicato è la coerenza del progetto. Se scegli sedi a caso o corsi non compatibili con il tuo percorso, la candidatura perde forza. Se invece mostri che hai capito perché vuoi proprio quella destinazione, il tuo dossier diventa più credibile.

Preparare bene una candidatura Erasmus significa mostrare tre cose: che puoi partire, che sai perché vuoi farlo, e che saprai dare continuità a ciò che farai fuori.

Inclusione e sostegni aggiuntivi

L’Erasmus non è pensato solo per chi parte senza ostacoli. Il programma promuove l’inclusione. Per studenti con disabilità o con condizioni di salute fisica o mentale, sono previsti contributi aggiuntivi calcolati sui costi reali per coprire esigenze di accessibilità, come alloggi attrezzati o assistenza durante il viaggio. Nelle regioni come il Lazio, le domande per la mobilità inclusiva sono aumentate del 25% nel 2025, come spiega la pagina ufficiale Erasmus+ dedicata a studenti e staff con condizioni fisiche, mentali o di salute.

Questo è un punto decisivo. Se hai bisogni specifici, non aspettare l’ultimo momento. La documentazione va raccolta con anticipo e presentata in modo completo.

Un consiglio da CV, ma prima ancora da persona

La candidatura Erasmus non valuta solo voti e moduli. Valuta anche il modo in cui presenti il tuo percorso. Per questo conviene preparare bene le esperienze, le attività universitarie e le competenze che sai già raccontare. Se vuoi fare ordine, può esserti utile rivedere anche quali competenze da inserire nel CV valorizzano davvero un profilo internazionale.

A Quanto Ammonta la Borsa Erasmus e Come si Calcola

Hai appena ricevuto l’assegnazione della sede. L’entusiasmo sale subito, poi arriva la domanda concreta: con questi soldi riesco davvero a partire?

È una domanda sana. La borsa Erasmus non si legge come un prezzo fisso scritto su un cartellino. Funziona più come un budget costruito a strati. Una parte dipende dal Paese in cui vai, un’altra dagli eventuali contributi nazionali o del tuo ateneo, un’altra ancora dalla tua situazione economica.

Se hai già cercato informazioni online, probabilmente hai trovato cifre diverse. Succede perché molti contenuti mescolano regole europee, integrazioni italiane e bandi universitari, senza spiegare bene dove finisce un livello e dove inizia l’altro.

Da quali pezzi è composta la borsa

Il primo elemento è il contributo Erasmus+ legato alla destinazione. L’Unione Europea divide i Paesi in gruppi, in base al costo medio della vita. In pratica, una mobilità verso una città dove affitti e trasporti costano di più riceve in genere un contributo mensile più alto rispetto a una destinazione più economica.

Erasmus+ Indire spiega questa logica e pubblica i dati generali sulla mobilità universitaria nella pagina dedicata alla partecipazione italiana alle attività di mobilità Erasmus+.

Il secondo elemento, per molti studenti italiani, è l’integrazione economica collegata all’ISEE. Qui entra in gioco il sistema nazionale o quello del singolo ateneo. Non tutte le università organizzano i contributi nello stesso modo, quindi il bando della tua sede resta il documento da seguire.

Per orientarti meglio anche su altri sostegni economici universitari, può esserti utile leggere questa guida su come ottenere una borsa di studio universitaria.

Il punto che crea più confusione

Molti studenti sommano male gli importi. Vedono una cifra mensile online e pensano che valga per tutti, sempre.

In realtà devi porti quattro domande, nell’ordine giusto:

  1. In quale gruppo rientra il Paese di destinazione?

  2. Quanti mesi di mobilità ti vengono finanziati davvero?

  3. Il tuo ateneo prevede integrazioni aggiuntive?

  4. Hai un ISEE che ti permette di accedere a un sostegno più alto?

Se salti uno di questi passaggi, rischi di fare un budget troppo ottimista. Ed è qui che nascono molte rinunce dell’ultimo minuto.

Fasce ISEE. Una tabella utile, ma da verificare nel tuo bando

Le fasce economiche servono a distribuire meglio le risorse. La logica è semplice: chi parte con meno margine economico deve ricevere un aiuto maggiore.

Questa tabella è orientativa e va sempre confrontata con il bando aggiornato del tuo ateneo.

Fascia ISEE

Contributo mensile

ISEE inferiore a 13.000 euro

400 euro

ISEE tra 13.000 e 21.000 euro

350 euro

ISEE tra 21.000 e 26.000 euro

300 euro

ISEE tra 26.000 e 30.000 euro

250 euro

ISEE tra 30.000 e 40.000 euro

200 euro

Questa parte va letta con attenzione. Alcuni studenti guardano solo la fascia, ma dimenticano che l’ISEE deve essere valido, aggiornato e spesso presentato entro una scadenza precisa. Un ISEE consegnato tardi può cambiare molto il risultato finale.

Come leggere gli importi per Paese senza sbagliare

La tabella dei Paesi non serve a scegliere dove andare solo in base al rimborso. Serve a capire se il contributo è coerente con il costo della vita che troverai.

Gruppo di Paesi

Paesi di Destinazione (Esempi)

Importo Mensile UE

Paesi con costo della vita più alto

Esempi indicati dal bando del tuo ateneo

fino a 650€/mese

Paesi con costo della vita intermedio

Esempi indicati dal bando del tuo ateneo

importo variabile secondo tabella ufficiale

Paesi con costo della vita più contenuto

Esempi indicati dal bando del tuo ateneo

importo variabile secondo tabella ufficiale

Un esempio pratico aiuta. Se vai in una capitale del Nord Europa, potresti ricevere un contributo mensile più alto, ma spendere molto di più in affitto e trasporti. Se invece scegli una città universitaria con costo della vita più basso, potresti ricevere meno ogni mese, ma gestire meglio il tuo budget. La cifra, da sola, non basta. Conta il rapporto tra entrate e spese reali.

Il calcolo corretto parte dal totale, non dal mese

Qui conviene cambiare prospettiva. Non chiederti solo “quanto ricevo al mese?”. Chiediti “quanto mi serve per arrivare dal primo giorno all’ultimo senza andare in affanno?”.

Il conto da fare è questo:

  • contributo mensile x mesi finanziati

  • più eventuali integrazioni

  • meno le spese iniziali che anticipi tu

Le spese iniziali pesano più di quanto sembri. Deposito per la stanza, viaggio, cauzione, abbonamento ai trasporti, piccoli acquisti per sistemarti. Per questo la borsa va vista come una base di partenza, non come una copertura totale garantita.

Un consiglio da chi ci è passato

Prepara due budget. Il primo è il budget minimo, con affitto, cibo, trasporti e materiali di studio. Il secondo è il budget di crescita, dove inserisci attività che possono rendere l’Erasmus più ricco: un corso di lingua, un tirocinio breve, un progetto di volontariato, spostamenti legati a iniziative formative.

Questo cambia il modo in cui guardi la borsa. Non solo come aiuto per “stare fuori”, ma come risorsa per costruire un’esperienza più ampia. Se organizzi bene tempi e crediti, l’Erasmus può diventare anche uno spazio per aggiungere CFU, esperienza pratica e impatto sociale. È qui che il viaggio smette di essere solo mobilità accademica e comincia a diventare una parte forte del tuo percorso personale.

La Procedura di Candidatura Spiegata Passo Passo


Infografica che mostra i sei passaggi fondamentali per completare con successo la procedura di candidatura Erasmus.

Apri il bando, leggi la data di scadenza e per un attimo ti sembra di avere davanti un muro di sigle, PDF e portali online. Succede a molti studenti. In realtà la candidatura Erasmus funziona meglio se la tratti come una partenza ben preparata: prima scegli la meta, poi controlli i documenti, poi confermi il percorso.

Da dove si comincia davvero

Il primo passo è semplice solo in apparenza: trovare il bando giusto del tuo ateneo e leggerlo con calma. La prima lettura serve per capire la struttura generale. La seconda per segnare ciò che conta davvero: requisiti, scadenze, sedi disponibili, allegati richiesti, criteri di graduatoria.

Subito dopo arriva una scelta che pesa più della città in sé. La destinazione va valutata come si valuta un buon incastro: corsi compatibili, lingua di insegnamento sostenibile, calendario accademico, possibilità di riconoscimento dei crediti, qualità dello scambio con il tuo dipartimento.

Se hai in mente anche un tirocinio o un’attività di volontariato collegata al tuo percorso, questo è già il momento di verificarne la fattibilità. Un Erasmus ben progettato non serve solo a frequentare lezioni all’estero. Può aiutarti a costruire un semestre più ricco, con esperienza sul campo, CFU aggiuntivi e un impatto reale sulle comunità che incontri.

I documenti da preparare senza affanno

Qui conviene lavorare come farebbe una persona ordinata prima di un viaggio lungo. Una cartella digitale, una checklist chiara, un nome preciso per ogni file.

Di solito ti serviranno:

  1. Documento di identità in corso di validità

  2. Transcript degli esami o autocertificazione richiesta dall’ateneo

  3. Certificazione linguistica, se prevista

  4. Curriculum o lettera motivazionale, se richiesti

  5. Eventuali documenti economici, se il bando prevede integrazioni legate al reddito

Non tutti gli atenei chiedono le stesse cose. Per questo copiare la checklist di un amico può creare errori. Il tuo riferimento resta sempre il bando della tua università.

Il punto che crea più dubbi: il Learning Agreement

Molti studenti si bloccano qui perché cercano i corsi all’ultimo o scelgono insegnamenti dal titolo simile senza controllare i programmi. Il risultato è prevedibile: mail urgenti, modifiche in corsa, incertezza sul riconoscimento finale.

Il Learning Agreement funziona come una mappa condivisa tra te, il tuo ateneo e l’università ospitante. Indica cosa studierai e come quelle attività potranno essere riconosciute al rientro. Per compilarlo bene, ti conviene confrontare i programmi dei corsi, verificare i crediti e sentire il referente accademico prima dell’invio.

Una regola pratica aiuta molto: non scegliere solo corsi che “sembrano giusti”. Scegli corsi che puoi spiegare e collegare chiaramente al tuo piano di studi.

Invio della domanda, graduatoria e conferma

Dopo la preparazione arriva la parte tecnica. Qui l’errore più comune non è la mancanza di motivazione. È la fretta.

Segui questo ordine:

  • Compila la domanda online con tutti i dati richiesti

  • Carica gli allegati nel formato corretto

  • Controlla nomi, codici insegnamento e preferenze

  • Invia con anticipo rispetto alla scadenza

  • Conserva ricevuta o conferma di avvenuta presentazione

Poi aspetti la graduatoria. Se risulti assegnatario, di solito devi accettare il posto entro un termine preciso. Quel passaggio va trattato con la stessa attenzione della candidatura, perché una conferma dimenticata può farti perdere l’opportunità.

Sul piano economico, molte università chiedono anche documenti utili a valutare eventuali integrazioni alla borsa. Per questo avere l’ISEE già pronto ti fa risparmiare tempo e ti evita corse inutili negli ultimi giorni. I dettagli cambiano da ateneo ad ateneo e vanno sempre verificati nel bando specifico.

Un metodo semplice per ridurre gli errori

Se vuoi evitare confusione, usa una sequenza fissa:

  • Calendario delle scadenze

  • Raccolta documenti

  • Verifica con ufficio Erasmus e referente

  • Controllo finale

  • Invio

Sembra banale. Funziona.

Chi riesce meglio nella candidatura non è sempre chi parte con più sicurezza. Spesso è chi divide il lavoro in passaggi piccoli e controllabili, senza aspettare l’ultima settimana.

Per avere un quadro più ampio delle opportunità economiche e dei criteri da considerare, può esserti utile questa guida su come ottenere una borsa di studio.

Oltre lo Studio: CFU Extra e Impatto Sociale

L’Erasmus rende più forte il tuo percorso universitario. Ma può fare di più. Può diventare il momento in cui capisci che stare all’estero non significa solo ricevere, ma anche contribuire.


Uno studente felice con uno zaino guarda icone fluttuanti che rappresentano istruzione, creatività e collaborazione internazionale.

I CFU non sono solo esami

Quando si pensa ai crediti, si pensa subito alle materie del Learning Agreement. È corretto. Però in molti percorsi universitari esistono anche spazi per CFU extra, attività integrative, tirocini, laboratori, volontariato riconosciuto o esperienze coerenti con il piano formativo.

Questo apre una possibilità interessante. Se programmi bene il periodo all’estero, puoi affiancare allo studio anche un’esperienza ad alto impatto, utile per il curriculum e per la tua crescita personale. Prima di tutto, però, conviene capire bene cosa sono i CFU universitari e come il tuo ateneo li riconosce.

Perché affiancare studio e impegno concreto

Un’esperienza internazionale diventa più ricca quando non rimani solo dentro l’università. Tirocini, collaborazioni locali, attività sociali e progetti con finalità educative o comunitarie ti costringono a uscire dalla bolla dello studente in mobilità.

Non è solo una questione di CV. È una questione di profondità. Studiare all’estero ti apre la mente. Metterti anche al servizio di un contesto reale ti insegna responsabilità, ascolto e adattamento.

Tornare da un Erasmus con esami riconosciuti è ottimo. Tornare anche con una prova concreta di impatto, collaborazione e iniziativa personale ti rende molto più consapevole.

Come farlo in modo intelligente

Non serve riempire l’agenda fino a soffocare l’esperienza. Serve scegliere attività compatibili con il tuo tempo, con il tuo corso di studi e con le regole del tuo ateneo.

Punta su esperienze che abbiano queste caratteristiche:

  • Coerenza formativa: devono dialogare con ciò che studi o con le competenze che vuoi sviluppare.

  • Riconoscibilità: meglio attività documentabili, certificate o valutabili.

  • Sostenibilità personale: l’obiettivo non è fare tutto, ma fare bene ciò che scegli.

  • Valore umano: privilegia contesti in cui impari davvero a collaborare con persone e comunità diverse.

Quando l’Erasmus viene vissuto così, smette di essere una parentesi. Diventa una parte viva della tua identità futura.

Domande Frequenti sulle Borse di Studio Erasmus

Ci sono dubbi che arrivano sempre, anche dopo aver letto bene il bando. Alcuni riguardano i crediti. Altri la possibilità di ripartire. Altri ancora la fiscalità, tema poco affascinante ma molto importante per le famiglie.

Posso fare l’Erasmus più di una volta

In molti casi sì, perché il programma può articolarsi in momenti diversi del percorso universitario, secondo le regole del tuo ciclo di studi e del tuo ateneo. Il punto decisivo non è la voglia di ripartire, ma la disponibilità prevista dal tuo percorso, la compatibilità con le mobilità già svolte e il bando a cui partecipi.

Se hai già fatto un Erasmus, non escluderti da solo. Chiedi all’ufficio relazioni internazionali come viene conteggiata la tua esperienza e quali possibilità ti restano aperte.

Cosa succede se non supero tutti gli esami previsti

Succede più spesso di quanto pensi. L’Erasmus non è un contratto di perfezione, ma un progetto accademico da gestire con serietà. Se qualcosa cambia, il punto fondamentale è la tracciabilità.

Devi comunicare per tempo eventuali modifiche al piano di studi, aggiornare il Learning Agreement quando necessario e confrontarti con i referenti. Il vero errore non è avere una variazione. Il vero errore è lasciarla senza gestione formale.

La borsa Erasmus fa reddito per i genitori

Qui c’è una novità molto importante. Una recente sentenza della Corte di Giustizia UE del 2025 ha stabilito che le borse Erasmus+ non devono essere incluse nel reddito imponibile dei genitori. Questo evita la riduzione delle detrazioni fiscali per figli a carico, un problema che in Italia poteva costare alle famiglie fino a 1.000 euro annui, come spiega l’approfondimento di Orizzonte Scuola sulla decisione relativa alle borse Erasmus e al fisco.

È un punto utile da conoscere anche se non ti occupi tu della dichiarazione fiscale di famiglia. Sapere che questa somma non deve pesare in quel modo dà più serenità a molti nuclei familiari e rimuove una paura concreta.

Un ultimo chiarimento utile

Se hai un dubbio specifico e non trovi risposta nel bando, non interpretare da solo le parti ambigue. Scrivi all’ufficio competente. Chiedi conferma. Tieni traccia delle risposte.

Le borse di studio erasmus premiano chi si muove con iniziativa, ma anche con precisione. E questa è già una competenza da vita adulta, prima ancora che universitaria.


Se senti che il tuo Erasmus può essere più di un semestre all’estero e vuoi trasformarlo in un percorso con impatto sociale, crescita personale e opportunità formative riconoscibili, scopri A Casa Loro. È una community italiana dedicata ai viaggi a impatto sociale che collega studenti e giovani a progetti verificati, esperienze formative e scambi culturali in diversi Paesi. Può essere il passo successivo per dare al tuo percorso internazionale un significato ancora più concreto.

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