Guida · Trasparenza

Come scegliamo i progetti di volontariato

Di A Casa Loro Lettura: 10 minuti Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026

Per molte persone questa è la prima esperienza di volontariato all'estero, spesso anche il primo viaggio fuori dall'Europa. Le domande giuste sono semplici: come capite se un progetto è serio? Chi c'è sul posto? E come mi preparate prima di partire?

Come leggere questa pagina

Qui trovi una versione semplificata del metodo che usiamo, insieme ai nostri partner locali, per selezionare e monitorare i progetti. Non è il manuale operativo completo: è una spiegazione leggibile dei criteri, delle domande e dei controlli che rendono una partenza più chiara, più preparata e più adatta alla persona che parte.

L'obiettivo non è spaventarti con procedure: è farti vedere che dietro ogni progetto ci sono persone, ruoli, regole e riferimenti concreti.

L'imbuto: i 5 filtri che ogni progetto deve superare

Nel nostro catalogo trovi una selezione di progetti in oltre 15 Paesi. Quello che non vedi è tutto ciò che non c'è: i progetti che non sono entrati, o che sono usciti. Ogni progetto, per entrare e restare nel catalogo, deve superare cinque filtri, nell'ordine:

Un progetto che smette di superare anche un solo filtro esce dal catalogo.

I 5 criteri, spiegati uno per uno

1. Bisogno reale

La domanda fondante, che hai già letto nella nostra pagina su dove vanno i soldi: questo progetto funzionerebbe anche senza volontari? Se la risposta è no, se il progetto esiste solo per ospitare stranieri, è fuori. Cerchiamo scuole, centri e programmi che la comunità ha costruito per sé, dove il volontario amplifica un lavoro che esiste già.

2. Leadership locale

Lo staff stabile è del posto: coordinatori, insegnanti, famiglie ospitanti, cuochi. Non è solo una scelta economica, è una scelta di sicurezza: chi ti accoglie conosce la lingua, la zona, le persone, e sa leggere situazioni che un accompagnatore straniero non vedrebbe nemmeno. Le persone che lavorano a contatto con i volontari sono verificate, formate sul codice di condotta e soggette a regole precise (per dirne una: lo staff non entra negli alloggi dei volontari senza annuncio e motivo). E vale nei due sensi: anche tu, come vedrai più sotto, firmi un codice di condotta.

3. Ruolo chiaro del volontario

Prima di partire sai cosa farai, con che orari e con che limiti. Sei un supporto allo staff, mai un sostituto: niente responsabilità educative, sanitarie o tecniche che richiedono qualifiche che non hai. Sui progetti che coinvolgono minori questo criterio diventa ancora più rigido: attività sempre affiancate allo staff locale, mai ruoli di riferimento affettivo, ed è il motivo per cui certi formati (come il volontariato breve in orfanotrofio) non li troverai mai da noi, come spieghiamo nelle red flag della guida alle organizzazioni.

4. Standard di alloggio e sicurezza

"Alloggio incluso" può voler dire qualsiasi cosa, quindi lo definiamo: strutture visitate e rivalutate nel tempo, regole su igiene di cibo e acqua, presidi base (estintori, piani di evacuazione, cassetta di primo soccorso, zanzariere dove servono), e un briefing di sicurezza nella settimana di arrivo, con i contatti di emergenza consegnati a ogni volontario. Non è il comfort di un hotel, e te lo diciamo subito: è uno standard di sicurezza, non di lusso.

5. Monitoraggio continuo

La selezione non finisce mai: per ogni area di rischio esiste una valutazione formale aggiornata periodicamente (tra poco te la mostriamo), e ogni volontario che rientra è di fatto un ispettore: il feedback di chi torna è il nostro audit più severo, perché le testimonianze non si possono pilotare. Un problema segnalato due volte è un pattern, e un pattern apre una verifica.

La gestione degli imprevisti, spiegata semplice

La sicurezza non nasce da una frase rassicurante in fondo alla pagina. Nasce da scelte pratiche: dove operiamo, con chi lavoriamo, quali regole diamo, come ti prepariamo e chi puoi chiamare se qualcosa non torna.

Per ogni area valutiamo due cose: quanto sarebbe serio un problema e quanto è probabile che succeda. Poi mettiamo in campo controlli semplici e concreti. Un incidente stradale resta una cosa seria ovunque nel mondo; usare guidatori autorizzati, mezzi controllati e limiti sugli spostamenti lo rende molto meno probabile. Questo è il senso del sistema.

Come lavora il sistema: esempi illustrativi di rischio prima e dopo i controlli
Area di rischio Probabilità senza controlli Con i controlli Esempi di controlli attivi
Trasporti locali ●●●●● ●●●●● Solo guidatori autorizzati, mezzi controllati e mantenuti, limiti su velocità e ore di guida
Cibo e acqua ●●●●● ●●●● Igiene in cucina, acqua controllata, indicazioni chiare sul cibo di strada a rischio
Zanzare e malattie tropicali ●●●●● ●●●●● Zanzariere trattate dove servono, repellenti, e profilassi decisa prima col tuo medico
Piccoli furti ●●●●● ●●●●● Stanze e valigie chiuse a chiave, niente telefono in mano per strada, copie dei documenti, regole sugli spostamenti serali
Clima ed eventi esterni ●●●●● ●●●●● Monitoraggio delle allerte, indicazioni delle autorità locali, piani di evacuazione, scorte di acqua e cibo

Nota di metodo: la tabella è illustrativa e semplificata per leggibilità. Le valutazioni reali sono per Paese e per progetto, con scale formali di gravità e probabilità, e vengono riviste periodicamente.

Dove non operiamo

Non lavoriamo in contesti di guerra, emergenza attiva o crisi umanitaria. Le aree in cui mandiamo volontari sono normalmente tranquille, abitate e spesso attraversate anche da viaggiatori, studenti o turisti. Questo non elimina la necessità di prepararsi bene, ma significa che non stiamo chiedendo a chi parte di entrare in contesti ad alto rischio di default.

Due cose oneste da aggiungere. La prima: i rischi più probabili sono i più banali. Statisticamente, quello che davvero capita ai volontari sono giorni di stomaco sottosopra all'inizio, scottature, e qualche oggetto perso o rubato per distrazione: fastidiosi, gestibili, quasi sempre prevenibili seguendo le indicazioni del briefing. La seconda: il rischio singolo più serio in molti Paesi è la strada, non l'esotico che immagini. Ed è esattamente il motivo per cui le regole sui trasporti sono tra le più rigide di tutto il sistema.

Se succede qualcosa: il protocollo

Quando un imprevisto serio accade (un infortunio, un malore, un furto), non si improvvisa: scatta una sequenza precisa, sempre la stessa, che ogni coordinatore conosce a memoria.

1 Assistenza, subito

La priorità assoluta è la persona: primo soccorso, servizi di emergenza e struttura medica vengono attivati immediatamente, prima di qualsiasi altra cosa.

2 La catena si attiva

Il coordinatore locale e i responsabili del programma vengono informati all'istante e prendono in mano la gestione sul posto. Non sei mai tu a dover capire da solo cosa fare.

3 Documenti e assicurazione

Passaporto, polizza e informazioni mediche (di cui hai sempre copie, come da briefing) vengono messi al lavoro: l'assicurazione di viaggio esiste esattamente per questi momenti.

4 Noi lo sappiamo subito

Veniamo informati immediatamente e ti supportiamo dall'Italia, in italiano, per tutto il necessario. Se serve, o se lo desideri, teniamo aggiornata la tua famiglia.

E per gli imprevisti piccoli, che sono la stragrande maggioranza? Il coordinatore locale è la tua prima chiamata, e noi siamo la seconda: i contatti di emergenza ti vengono consegnati all'arrivo, insieme al briefing di sicurezza, e restano sempre a portata di mano. Trovi il quadro completo della preparazione nella sezione prima di partire.

La parte tua: regole e adattabilità

La sicurezza è un sistema, e tu ne sei un componente. Quindi, con la stessa franchezza di tutto il resto: ecco cosa firmi e cosa ti chiediamo.

Le regole (poche, non negoziabili)

  • Codice di condotta: lo firmi all'arrivo, durante il briefing. Rispetto per la comunità, per lo staff e per gli altri volontari.
  • Regole della casa: orari di rientro concordati, alloggio chiuso a chiave, ospiti esterni non ammessi. Proteggono te e chi vive con te.
  • Tolleranza zero: droghe e comportamenti violenti o aggressivi significano interruzione del programma. È una regola chiara, detta prima, perché protegge te, il gruppo e il progetto.
  • Le indicazioni dei coordinatori si seguono: se ti dicono di evitare una zona o di restare a casa una sera, c'è un motivo che loro vedono e tu no.

L'adattabilità (la parte che nessuno mette nei reel)

Non tutti i giorni saranno comodi come a casa: può capitare la doccia fredda, la corrente che salta, il wifi lento, il pranzo diverso da quello che ti aspettavi o un programma che cambia. Non è trascuratezza: è il fatto che vivi dentro una comunità reale, non in una bolla costruita per i viaggiatori. Prepararlo prima rende l'esperienza più semplice e, spesso, più bella.

Questo sistema fa per te se
  • Ti piace l'idea di vivere un posto reale, con supporto e riferimenti chiari
  • Sei disposto a seguire regole pensate da chi conosce il posto
  • Preferisci sapere prima come funzionano casa, progetto e regole
Potrebbe non fare per te se
  • Cerchi soprattutto una vacanza comoda con qualche attività solidale
  • Preferisci viaggiare senza regole condivise
  • Gli imprevisti pratici ti mettono molto in difficoltà
Prima di prenotare, ovunque tu vada

Questi standard valgono per noi, ma usali come metro con chiunque: un'organizzazione seria ti sa dire chi è il referente locale, come è stato selezionato lo staff, cosa prevede il protocollo di emergenza e quali regole firmerai. Se su una di queste domande riceve risposte vaghe, hai già la tua risposta. Le altre red flag sono nella guida alle organizzazioni.

Ora che sai come scegliamo

Scegli anche tu, con gli stessi criteri

Ogni pagina progetto riporta attività, alloggio e condizioni nero su bianco. E se non sai da dove iniziare, il questionario ti orienta in due minuti.

Vedi i progetti Fai il questionario

Domande frequenti

I nostri progetti si svolgono in aree normalmente tranquille, con partner locali, alloggi e routine già conosciuti. Prima di partire chiarisci referente, casa, regole, trasporti e contatti utili. La sicurezza nasce soprattutto da questo: scegliere bene il progetto, prepararti prima e avere persone sul posto che sanno cosa fare.

Scatta il protocollo in quattro mosse: assistenza medica immediata, attivazione del coordinatore locale e dei responsabili, gestione di documenti e assicurazione, e nostra informazione immediata con supporto dall'Italia. I contatti di emergenza li ricevi all'arrivo e sono sempre disponibili.

Dipende dalla destinazione, e la decisione spetta a te e al tuo medico o all'ambulatorio dei viaggiatori, non a noi. Noi ti diamo le informazioni pratiche su progetto e zona; le scelte sanitarie vanno prese con un professionista prima della partenza.

Codice di condotta firmato all'arrivo, regole della casa, orari di rientro concordati e tolleranza zero su droghe e comportamenti aggressivi, che comportano l'esclusione immediata. Sono le stesse regole che proteggono te, gli altri volontari e il progetto.

Parlane subito col coordinatore locale: la maggior parte delle situazioni si risolve sul posto in pochi giorni. In parallelo hai sempre il nostro supporto dall'Italia. L'adattamento fa parte dell'esperienza; sentirsi soli o non ascoltati no.